Argomento:
Federazione Sardegna

Fondi Pensione Pubblico Impiego: ROBA DA MATTI!

Stanno per partire i Fondi Pensione per i dipendenti pubblici!

 

Sembrerebbe una barzelletta, vista l’immane crisi finanziaria che sta travolgendo le borse di tutto il mondo e di cui non si vede fine, invece è realtà: CGIL CISL UIL, i sindacati autonomi firmatari dell’Accordo istitutivo dei fondi pensioni per il P.I., che solo la RdB-CUB non ha sottoscritto, e l’ARAN si sono riuniti per definire l’atto costitutivo presso un notaio dei Fondi Pensione “Sirio” (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e “Perseo” (per enti locali e sanità), primo passo per andare poi alla raccolta delle adesioni.

Ci vuole proprio un bel coraggio per procedere su questa strada in un momento in cui i Fondi Pensioni già avviati sono in perdita: Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, hanno perso 7 milioni di Euro in obbligazioni della Lemhan Brothers, e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni!

Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati finanziari erano in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso in media il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal TFR.

Gli esperti dicono che, si è vero, nel breve periodo il TFR rende di più ma nel lungo si rifanno!

In realtà i Fondi pensione hanno perso la sfida con il TFR sia  nei primi  mesi del 2008 che nel lungo periodo: fra il primo gennaio del 2000 e il 30 giugno del 2008 nessuno dei fondi maggiori ha battuto i rendimenti del TFR che ha fruttato il 27,7%.

I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto naturalmente che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che incautamente ha versato nei fondi privati!

Sono gli stessi che ci avevano assicurato e fornito garanzie  sulla bontà dei loro investimenti!

Con quale faccia allora CGIL CISL UIL si apprestano a far partire la pensione complementare per i dipendenti pubblici?

Dopo aver approvato nel 1994 la riforma Dini, che introducendo il contributivo, ci ha assicurato una ben misera vecchiaia, ora tornano alla carica con la pensione complementare privata.

Ma credono che siamo tutti scemi?

La crisi finanziaria indotta dai mutui subprime americani lungi dall’essere risolta, anzi gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato; sempre più banche, a livello internazionale stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto è l’intervento pubblico: ovvero il salvataggio della banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato.

Si salvano gli speculatori con i soldi dei contribuenti, sottraendoli così alle spese sociali!

Questa, del resto è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite!

Eravamo stati facili profeti nel dire che l’ennesima trappola, ideata da governo, padronato e CGIL CISLUIL serviva solo alle imprese per finanziarsi e si sarebbe rivelata una trappola per i lavoratori. Per questo ci siamo battuti con forza per chiarire la portata dell’imbroglio e con successo visto che l’adesione ai fondi finora è stata molto al di sotto di quanto loro si aspettavano.

Lo stesso faremo nei confronti dei fondi destinati ai lavoratori pubblici ma questo non basta: bisogna invertire la tendenza affinché la previdenza pubblica sia sempre più qualificata ed in grado di garantire un futuro sereno dopo una vita di lavoro.

Anche per questo scioperiamo il 17 Ottobre prossimo.

 

RdB-CUB Pubblico Impiego