Dieci anni senza tasse così la Lega vuol portare i pensionati in Sardegna

Basta con le baggianate i pensionati saranno anziani ma non dementi

Cagliari -

Sembra che i nostri politici non vogliano cambiare mai. Cambiano le facce, le persone e rimangono sempre le stesse abitudini, gli stessi vizi, come a voler giustificare il detto : " sono tutti uguali" E sono veramente " tutti uguali" tranne che qualcuno è più uguale degli altri. Prendiamone uno, uno a caso: il ministro degli interni e vice-primo-ministro Salvini: Quando la magistratura con una sentenza definitiva gli ha chiesto di restituire 49 milioni (rubati agli italiani) dal suo partito (la Lega) al posto di metter mano al portafogli e restituire quei soldi, non gli parve vero potersi buttare a pesce sull'argomento che stava su tutte le prime pagine dei giornali in quei giorni: il crollo del ponte Morandi a Genova. Crollo, con corollario di 43 vittime innocenti peraltro annunciato, vista la mancata o scarsa manutenzione che il privato Benetton riserva alle opere pubbliche che politiche scellerate di privatizzazioni selvagge gli hanno regalato. Salvini, capisce, col passare delle ore che l'argomento può diventare spinoso e perfino controproducente per lui visto che a fare dono delle autostrade ai Benetton (non senza aver preso un generoso contributo elettorale) non è stato solo il PD (col corollario dei vari cespugli con i quali ha governato) ma anche il centro destra di cui Salvini, e la Lega erano parte integrante e fondamentale, decide, dunque, di cambiare argomento e non gli par vero di poter maramaldeggiare su 170 persone (fra cui molte donne e bambini) espulsi dall’Africa dalle nostre guerre e dalle politiche neocolonialiste dell’Occidente. Cavalca, quindi, l’onda xenofoba che cova in tanti italiani picchiando duro su questi poveri cristi tanto per sviare il discorso, “ si parli di tutto, meno che di quei famigerati 49 milioni” sembra essere il motto di Salvini in questo assecondato dal sistema mediatico tutto.

Salvini, da quel politico avveduto quale è, sa, comunque, che l’argomento migranti/migrazioni, a lungo andare non può reggere ed egli ha bisogno di calcare la scena, e di farlo a gratis visto che non ha intenzione di far seguire negli atti le sue promesse elettorali, si inventa così un’altra genialità: Per bocca del suo consigliere economico, fa dire al quotidiano “La Repubblica” che egli sta apprestando un piano perché: “ I pensionati italiani o stranieri che si trasferiscono nel Sud Italia lo potranno fare non pagando l’IRPEF sulle pensioni per dieci anni. Una trovata nemmeno tanto originale visto che sono 60.000 i pensionati italiani che hanno deciso di trasferire la loro residenza all’estero in nazioni che hanno un regime fiscale più favorevole.

Cerchiamo di capire, dunque, cosa significa questa proposta: Immaginiamo per prima cosa un pensionato da 3-4000 euro (solo pensionati con tali assegni potrebbero spostarsi a meno che non possiedano già un alloggio di loro proprietà) che si trasferisce il Sicilia o in Sardegna e non paga le tasse sicuramente provocherebbe invidia fra quella schiera di pensionati che magari raggiungono appena i 900-1000 euro e che, al contrario dei “nuovi arrivati” dovrebbero continuare a veder taglieggiata la loro pensione da un regime fiscale iniquo. Di più: I requisiti che i comuni ospitanti dovrebbero possedere sono decisamente fuori dalla portata delle Regioni per le quali sono pensate. L’unico requisito che sicuramente potrebbero far valere sarebbe quello dello spopolamento, per il resto, trasporti, sanità ecc.. sembrano essere requisiti valevoli per certe valli del Trentino o dell’Appennino tosco emiliano (guarda caso, sarà una coincidenza, proprio i luoghi dove il ministro degli interni spera di sfondare nelle prossime elezioni).

Da parte nostra, rispondiamo al ministro che è sì ora di smettere di fare campagna elettorale senza fine e promesse che non stanno né in cielo né in terra..

 

Sappiamo benissimo quali sono le cause dello spopolamento. Il lavoro negato innanzi tutto. La disoccupazione giovanile sfiora il 40%, i nostri giovani in primis sono costretti ad emigrare nelle altre regioni italiane ed anche all’estero se voglio avere un futuro. La cancellazione dello stato sociale – welfare, perché non ci sono fondi, produce disaggi e disparità con le regioni del Centro/Nord.

Comincino a far politiche serie che invertano la rotta: politiche intese a creare lavoro sano e duraturo che convincano i nostri figli e nipoti a rimanere qui. Politiche di Welfare che non costringono i pazienti a rincorrere le interminabili liste di attesa per una visita specialistica. Che la si smetta con la politica dei tagli, delle elemosine “una tantum” e si proceda in direzione di una autentica inversione di tendenza che guardi i reali bisogni dei lavoratori, dei pensionati e delle masse popolari. Solo così si invertirà la rotta dello spopolamento e non facendo delle regioni disagiate come la Sardegna delle “Riserve indiane” per anziani.

 

USB Unione Sindacale di Base