C’era una volta il lavoro.

Terralba 7 febbraio 2017

Terralba -

Il 1° comma dell’art. 23 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, prevede che “ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione”

 

Da troppo tempo constatiamo che le leggi non sono uguali per tutti e che a tutti sarebbe garantito il libero accesso al diritto al lavoro come recita l’Art. 38 della Carta Costituzionale:

• Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.

• I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

• Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.

• Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato…….

 

LA DISOCCUPAZIONE, L’INOCCUPAZIONE, IL LAVORO NERO, LA PRECARIETÀ E LO SFRUTTAMENTO NON CADONO DAL CIELO. LE NOSTRE CONDIZIONI DI SOPRAVVIVENZA NON LE ABBIAMO SCELTE NOI MA SONO LE CONSEGUENZE DEL SISTEMA ECONOMICO DI SFRUTTAMENTO.

 

I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno sempre ripetuto lo stesso ritornello: “ci sono segnali che l’anno prossimo ci sarà la ripresa”. Puntualmente, però, non si percepisce nessun miglioramento nelle condizioni di vita dei settori popolari della società., anzi parallelamente a queste dichiarazioni, procede lo smantellamento del cosiddetto stato sociale (sanità, previdenza, assistenza sociale), mentre i prezzi di luce, acqua, gas, comunicazioni, trasporti, nettezza urbana sono in continuo aumento per i processi di privatizzazione che fanno di questi servizi. Anche chi ha un salario o uno stipendio è oramai in grande difficoltà, figuriamoci chi un lavoro non ce là. SE NON CI METTONO IN GRADO DI LAVORARE, TUTTI I SERVIZI SOCIALI SIANO GRATUITI.

 

Nostro malgrado, constatiamo ormai che per la stragrande maggioranza dei cittadini si prospetta un futuro fatto di precarietà in ogni aspetto della vita. È il modello che il vigente sistema economico atto a far arricchire poche persone a scapito della maggioranza della popolazione, ha imposto in tutto il mondo. Questo sistema, colpisce tutti gli strati della popolazione dai giovani ai pensionati, nessuno escluso.

 

L'esclusione dal mondo del lavoro significa anche esclusione dal processo di vita democratica, con la riduzione nei fatti di diritti civili e politici. Se nel nostro Comune ci fosse anche un solo disoccupato, questo, impoverirebbe TUTTA la Comunità, figuriamoci quando i disoccupati aumentano giorno dopo giorno. Siamo del parere che non ci debba essere nessun individuo, madre o padre di famiglia, uomo o donna, giovane o anziano senza lavoro, se il lavoro serve a loro per vivere.

 

L'intervento pubblico, come dice l’art. 38 della Costituzione, non deve essere asservito agli interessi del mercato ed al profitto dei padroni ma fondato sul primato dell'interesse collettivo in termini di qualità della vita e di tutela sociale ed ambientale delle comunità.

 

Chiediamo, pertanto, agli Amministratori del nostro Comune di attuare interventi atti ad incentivare l’occupazione nel nostro territorio; di impegnarsi a promuovere iniziative istituzionali e politiche affinché il Parlamento, il Governo, la Regione Sarda e la Provincia di Oristano diano una risposta positiva ai cittadini in termini di occupazione mettendo il lavoro al centro dell’attenzione.

 

USB e Comitato indigenti