Il Consiglio dei Ministri vara la legge di stabilità per dieci miliardi: ecco le novità

Irpef giù di un punto, taglio sulla retribuzione dei permessi 104, cancellata l’indennità di vacanza contrattuale per gli statali e confermato il blocco dei contratti fino al 2014, aumenta l'Iva da luglio

Cagliari -

 

 


Il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra finanziaria detta “legge di stabilità” per dieci miliardi.

 

 

In sintesi le principali misure:

Irpef - La manovra prevede che a partire dal 2013 le aliquote più basse dell'Irpef diminuiranno dal 23 al 22% per lo scaglione che va fino a 15.000 euro e dal 27 al 26% per quello fino a 28.000 euro. Il tutto costerà cinque miliardi, così ripartiti: quattro miliardi per il primo scaglione, e un miliardo per il secondo scaglione. Si applica su tutti i redditi. Oltre i 15.000 euro saranno soggette ad Irpef anche le pensioni di guerra e di invalidità. 

 

 

Iva – L’aumento di due punti viene dimezzato, e scatterà dal primo luglio 2013. L'imposta passerà dal 10 all'11% (per alimentari, prodotti per riparazione e manutenzione casa, idraulico, elettricista, fornitura acqua, gas, luce e riscaldamento, e servizi per la persona: voli, hotel, cinema, teatro, trasporti, prodotti farmaceutici) e dal 21 al 22% (abbigliamento e calzature, arredamento, auto, moto, elettrodomestici, prodotti elettronici, bevande  e tabacchi). Si calcola che l'aumento Iva peserà 330 euro a famiglia.

 

Statali – Viene confermato il blocco dei contratti fino al 2014. Per gli anni  2013-2014 non verrà data neanche l'indennità di vacanza contrattuale. Dovrebbe essere  ripristinata nel 2015 calcolata sulla base dell'inflazione programmata. Esteso anche al 2014 il taglio del 5% degli stipendi che superano 90.000 euro,nella parte eccedente sino a 150.000 euro.

Salario di produttività - Gli aumenti salariali aziendali legati alla produttività saranno tassati a partire dell’anno prossimo al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi. La defiscalizzazione dei salari di produttività viene finanziata per 1.600 milioni nel biennio 2013-2014.

Tobin Tax – viene introdotta la tassa sulle tassazioni finanziarie (esclusi i titoli di stato italiano).  

 

Deduzioni e detrazioni - Per le detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità di 3.000 euro.
Viene introdotta una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni (esclusa quella sulla sanità) e detrazioni Irpef.
 

 

 Imu Chiesa - Il governo modifica il testo della legge relativa all'Imu per gli immobili non commerciali, quindi anche quelli di proprietà della Chiesa, per poi poter definire il quadro regolatorio "in tempo per il periodo annuale di imposta 2013".

 

Assistenza disabili – “ Il governo dell’equità” stringe sui permessi previsti dalla legge 104/1992.  La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l'assistenza ai figli o al coniuge. Vengono quindi  esclusi dal pagamento intero i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili. 

 

Sanità - Taglio di un miliardo al fabbisogno sanitario nazionale, vengono ridotte la spesa per l'acquisto di beni, servizi e dispositivi medici.

 

Regioni, e Comuni in difficoltà – Ulteriori tagli lineari di un miliardo per le Regioni a statuto speciale. Viene finanziata la Campania con 160 milioni, e vengono dati 130 milioni per il Fondo per i Comuni in condizioni di pre dissesto.

Stop affitti e acquisti auto e immobili - Stop all'affitto e all'acquisto di nuovi immobili da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche all'acquisto e al leasing di autovetture. Prevista una stretta anche per l'acquisto di arredi e per le spese di consulenze informatiche.


Esodati – viene istituito un Fondo alimentato con 100 milioni nel 2013, come "ulteriore fondo di salvaguardia di 100 milioni di euro come chiaro segnale in caso in cui dovessero apparire eccezioni o situazioni non evidenti".

 

 

Pubblica amministrazione – Vengono annunciate misure per rendere più veloci i pagamenti da parte della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.

 


 
Beni del demanio – Verranno venduti beni demaniali attraverso fondi immobiliari.

Tav e trasporto - Quasi 800 milioni di euro per finanziare studi, progetti, attività e lavori legati alla TAV Torino-Lione. 1,6 miliardi a partire dal 2013 per il trasporto pubblico locale. 800 milioni di euro sono invece stanziati per la RFI e 300 milioni per l'Anas. 300 invece i milioni di penalità per lo stop al Ponte di Messina.


 

Commissario anticorruzione - Presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche. Sarà a costo zero.

Patronati -   Vengono tagliate le risorse ai patronati: - 30 milioni di euro nel 2014 e - 30 milioni nel 2015.


Cieli bui – Le città saranno meno illuminate di notte per risparmiare.
 

Aerei - vengono spesi 40 milioni di euro nel 2013 per la manutenzione della flotta di aerei antincendio.

 

Nato -  vengono erogati 58 milioni di euro,  per la partecipazione dell'Italia alla spesa per la ristrutturazione del quartier generale della Nato.
 

Banche e assicurazioni - Sale dallo 0,35 a 0,50% l'acconto sulle riserve tecniche delle assicurazioni. . La norma prevede che nel 2014 il prelievo riscenda allo 0,45%. Vengono posticipate di 5 anni le deduzioni riconosciute alle banche per il maggior valore riconosciuto al riallineamento per l'imposta sostitutiva.

 

 

Sconti fisco per fondo taglia debito – Introdotta la possibilità di fare erogazioni liberali al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato e usufruire di uno sconto fiscale pari al 19% dell'imposta lorda. 

 

Università - Il budget delle Università potrà crescere del 3% all'anno.Per alcuni enti di ricerca la percentuale sale al 4.



Intercettazioni meno care - Arriva la tariffa flat per le intercettazioni telefoniche.


 

Spending reviewA regime, il risparmio derivante dalla spending review è di 3,5 miliardi. Le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa «aggredibile» pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l'acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti.  

 

 

Tutto questo avviene mentre i media parlano esclusivamente dei grandi problemi italiani, che per loro sono la legge elettorale, il futuro di Berlusconi, la percentuale di voti del Movimento 5 Stelle, dove va Montezemolo e se vince Renzi o Bersani alle prossime primarie del PD.

Lo scenario a cui assistiamo ci dice invece che sono proprio le forze politiche ad aver abbandonato il paese ed i suoi problemi nelle mani dei “tecnici” delle banche internazionali e dei grandi gruppi finanziari. Dei problemi del lavoro, della disoccupazione, della sotto occupazione, del carovita, dell’emigrazione non se ne parla. Assistiamo al massacro dello stato sociale: tagli ai comuni, alla sanità, al salario, ai diritti di assistenza dei disabili.

Se non si inverte questa tendenza al massacro ricominciando ad alzare la testa dal punto di vista sindacale e politico, nelle fabbriche e nei posti di lavoro come nelle piazze e nelle strade di questo paese, se non lo si fa  in fretta e nel miglior modo possibile, si rischia di entrare in un percorso irreversibile dove le uscite dalla crisi saranno ancor più pesanti delle attuali condizioni, sia dal punto di vista economico, sia sociale.

E dal punto di vista sindacale non è sufficiente neanche lottare se non si capisce esattamente contro chi e per cosa dobbiamo farlo: è necessario comprendere che cosa sta accadendo, attrezzarci e organizzarci adeguatamente dal punto di vista sindacale per permettere al dissenso di diventare alternativa.

C'è un'altra Italia che lotta per il lavoro senza accettare il ricatto della rinuncia ai diritti e al salario, che difende l'ambiente ed il territorio senza sottomettersi al dominio degli affari.

Per questo promuoviamo una manifestazione chiara e rigorosa nelle sue scelte, che porti in piazza tutta l'opposizione sociale a Monti e a chi lo sostiene, per esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti, l'ambiente ed il lavoro.

La manifestazione è prevista per il giorno Sabato 27 ottobre e partirà alle 14,30 da Piazza della Repubblica a Roma con conclusione in Piazza S. Giovanni: sarà una grande assemblea popolare ove si potrà liberamente discutere di come dare continuità alla mobilitazione.

 

 

A Cagliari il NO MONTY DAY si svolgerà sabato 27 ottobre in Piazza Costituzione con un presidio a partere dalle ore 18