ADI - Continua la battaglia per il diritto alla salute

Presidio di protesta davanti alla sede dell’Assessorato Regionale alla Sanità

Via Roma N° 223 CAGLIARI, GIOVEDI 15 ottobre 2020 h. 10,00

 

Cagliari -

ADI: un acronimo che sta per Assistenza domiciliare integrata, che è una formula dedicata agli anziani e alle persone non autosufficienti.

ADI: un vanto del nostro sistema sanitario, frutto del sistema sanitario universalistico e generalizzato partorito dalle lotte che il movimento operaio condusse negli anni 70.

Un sistema che non vorremmo veder vanificato e smantellato pezzo dopo pezzo, a volte per incuria, per incapacità e molte volte per calcolo. Non vogliamo che esso rimanga come pura enunciazione mettendo i beneficiari (e stiamo parlando di fruitori, nella maggior parte deboli e non autosufficienti) nella impossibilità di usufruirne.

 

Vogliamo che chi ne ha diritto, dopo una prescrizione medico specialistica, non sia condannata, come Sisifo ad un inutile supplizio così come sta avvenendo, purtroppo, a diverse persone che ricadono nella circoscrizione ADI Quartu/ Parteolla. Persone , ripetiamo, anziane e non autosufficienti costrette a recarsi a Quartu S. Elena per ritirare gli Ausili indispensabili alla loro esistenza.

La consegna degli Ausili così come è stato strutturato è un ulteriore supplizio inferto a queste persone, visto che è l’unico punto di erogazione per cittadini che devono lì recarsi da Villasimius, Burcei, Donori, Dolianova, Sinnai, ecc.. recarsi e sottoporsi a file stressanti per spesso sentirsi dire che gli ausili a loro prescritti non sono disponibili.

 

USB/Pensionati, dopo aver raccolto il grido di dolore e di rabbia di tante persone ha deciso di denunciare questo stato di cose e lo ha fatto con diverse manifestazioni, rivolgendosi ad amministratori locali e, attraverso stampa, a chi ha il potere di risolvere questo stato di cose. Pensiamo che questi ausili possano essere distribuiti o attraverso le farmacie, come avviene con qualsiasi medicinale, o direttamente a casa così come avviene con la consegna dei pannoloni.

Abbiamo scritto e sollecitato l’Assessore ad intervenire. Abbiamo incontrato il dirigente della ATS (il giorno 10 di agosto) e, fino ad ora, poco o nulla è cambiato.

 

Chiediamo che venga posto fine allo sconcio delle file in Via Bizet a Quartu S. Elena. Chiediamo che si ponga fine agli assembramenti coercitivi visto che i giorni di distribuzione sono stati ridotti anziché ampliati.

Chiediamo che l’Assessore dia una risposta!

 

Siamo per questo ancora qui a lottare e non abbiamo intenzione di desistere fino a che le nostre richieste non vengono prese in debita considerazione ed accettate.

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