Interrogazione urgente al Presidente del Consiglio dei ministri da parte dell'On. M. Bulgarelli sul D-10 a Cagliari.

Cagliari -

 

L'immigrazione viene sbandierata come un "problema" o come una "emergenza" col solo fine di intaccare i diritti sindacali, di trovare scusanti al ribasso dei salari e di giustificare una ancora più oppressiva presenza di militari e polizia nei nostri quartieri, nelle nostre strade.


Sul D10 a Cagliari il senatore dei Verdi insieme con l'Unione, Mauro Bulgarelli, ha presentato una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro della Difesa Parisi dove è sottolineato che «il vivere civile della città di Cagliari, e in particolare del quartiere Fonsarda, sarà letteralmente sconvolto dalla misure di sicurezza allestite in occasione del vertice dei D-10; non solo l'intera cittadinanza dovrà sopportare gravissimi disagi in termini di mobilità ma, nel caso degli abitanti del quartiere Fonsarda, sembra lecito parlare di una vera e propria schedatura di massa, che lederebbe le più elementari regole della privacy; d'altra parte, la massima segretezza che avvolge l'organizzazione del vertice in oggetto non consente alcun tipo di controllo democratico sulle misure di sicurezza allestite».

 

On. M. Bulgarelli  -  Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03150

 

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa.

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa.

 

Pubblicato il 4 dicembre 2007 Seduta n. 260



Premesso che:

il 9 e il 10 dicembre 2007 si terrà nella città di Cagliari il vertice dei Ministri della difesa dei Paesi mediterranei (noto come 5+5 o D-10), al quale parteciperanno rappresentanze di Italia, Spagna, Francia, Malta, Mauritania, Algeria, Libia, Marocco, Tunisia e Portogallo; a quanto si apprende dagli organi di stampa, il vertice in oggetto provocherà la militarizzazione dell’intera città e, in particolare, del quartiere Fonsarda - all’interno del quale sorge il "T-Hotel", ove risiederanno le delegazioni dei Paesi partecipanti e si terrà il summit- che sarà cinto da una "zona rossa" rigidissima; il Comitato per l’ordine pubblico avrebbe infatti incaricato la Questura di censire perfino gli abitanti del quartiere -residenti in via Medaglie d’oro, via dei Giudicati e via Giudicessa Benedetta- che da venerdì 7 dicembre fino a domenica 9 potranno entrare e uscire dalla "zona rossa" solo se muniti di uno speciale pass; coloro che ne saranno sprovvisti saranno costretti a restare nelle proprie abitazioni;

sempre per ragioni di sicurezza, sui tetti degli edifici intorno all’hotel ospitante il vertice saranno collocati tiratori scelti –secondo indiscrezioni pubblicate dalla stampa almeno 50 e di diverse nazionalità-, saranno sigillati tutti i tombini e rimossi cassonetti e auto parcheggiate; infine, sarà presente sul territorio un numero imprecisato di agenti dei servizi di sicurezza di vari Paesi partecipanti al vertice, non è noto con quali margini di operabilità; secondo alcuni organi di stampa, misure rigidissime sarebbero operative già dalla giornata di lunedì 3 dicembre, a partire dalla quale tutti i condomini dei palazzi della zona attorno al "T Hotel" dovranno fornire dati anagrafici; dagli amministratori di molti stabili sarebbero stati affissi cartelli con la seguente dicitura «Tutti i condomini, collaboratori domestici e familiari dovranno indicare e imbucare nella cassetta delle lettere i loro dati anagrafici. Il mancato possesso del pass precluderà l'accesso alla propria abitazione. Non saranno accettate deroghe o giustificazioni";

da tutto quanto sopra esposto, si evince che il vivere civile della città di Cagliari, e in particolare del quartiere Fonsarda, sarà letteralmente sconvolto dalla misure di sicurezza allestite in occasione del vertice dei D-10; non solo l’intera cittadinanza dovrà sopportare gravissimi disagi in termini di mobilità ma, nel caso degli abitanti del quartiere Fonsarda, sembra lecito parlare di una vera e propria schedatura di massa, che lederebbe le più elementari regole della privacy; d’altra parte, la massima segretezza che avvolge l’organizzazione del vertice in oggetto non consente alcun tipo di controllo democratico sulle misure di sicurezza allestite,

si chiede di sapere:

quali siano i costi economici previsti per l’allestimento e lo svolgimento del vertice dei D-10;

se risponda al vero che, nell’ambito delle misure di sicurezza predisposte per il vertice, sia stata organizzata una sorta di schedatura di tutti i residenti del quartiere ospitante la sede dell’incontro dei D-10 e, in tal caso, se non si ritenga che ciò violi la normativa vigente sulla privacy;

se non sia da ritenersi inopportuna e controproducente l’istituzione di una "zona rossa" attorno alla sede del vertice che, come verificatosi in precedenti occasioni, paralizza la vita cittadina e lede il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini;

se sarà garantito il diritto dei numerosi comitati e associazioni della società civile che contestano l’organizzazione del vertice dei D-10 a svolgere in piena tranquillità le manifestazioni e le iniziative in programma.