Le vittime chiedono al Papa che la Chiesa chieda perdono per l'appoggio dato a Franco. Più di 100 associazioni reclamano per lettera che sospenda la beatificazione di 522 martiri. La Piattaforma chiede al Papa che appoggi la ricerca dei desaparecidos

Spagna: la chiesa tra modernità e fascismo. Un articolo del Pais (di Natalia Junquera, 11 ottobre 2013), che pone molti interrogativi. Perché la stampa italiana non apre un dibattito sulla questione? L’opinione pubblica italiana non ha diritto di sapere?

Cagliari -

La Piattaforma per la Commissione della Verità, che raggruppa più di 100 associazioni della memoria, ha sollecitato in una lettera a Papa Francesco che la Chiesa chieda perdono per l’appoggio che diede alla Guerra Civile spagnola, che considerò come una “crociata” e per aver “legittimato” la dittatura negli anni successivi e la “feroce repressione” che ne derivò. “Durante gli anni della dittatura venivano ricordate le vittime di una parte, quella franquista: < Caduti per Dio e per la Spagna> mentre si dimenticavano le centinaia di vittime del franquismo, inclusi membri della Chiesa (preti baschi assassinati, preti del carcere di Zamora..). “Morto il dittatore , nulla è cambiato”, prosegue la lettera. “Durante l’attuale periodo democratico la gerarchia cattolica ha perpetuato la stessa linea di comportamento: < straloda ad alcune vittime con beatificazione e canonizzazione in massa e, d’altro canto, dimentica le vittime della repressione franquista”.

 

La Piattaforma per la Commissione della Verità si riferisce alla beatificazione di 522 “martiti della fede” prevista per domenica in Tarragona. “Sotto la cappa di una tto religioso, la gerarchia compie un atto politico di affermazione franquista”, scrivono nella lettera, nella quale chiedono che il papa sospenda l’atto.

 

La Piattaforma spiega nella sua lettera che se hanno deciso di scrivere al papa è perché avevano ricevuto “notizie della sua personale attitudine umanitaria di fronte alla vita, i fatti sociali e politici”.

 

Alla morte di Franco, un gruppo di sacerdoti navarri aiuto le famiglie ad aprire fosse di fucilati e chiese perdono pubblicamente per il comportamento della chiesa durante la Guerra Civile e la dittatura. “Gli spruzzi di questo sangue ci sono arrivati addosso”, “Se diciamo che non abbiamo peccato rendiamo Dio bugiardo”, “da qui, io sacerdote, pur se peccatore, vi chiedo perdono in nome della chiesa”. I sacerdoti Victorino Aranguren, Dionisio Lesaca e Eloy Fernández pubblicarono un articolo nella rivista delle Comunidades Cristianas Populares intitolato "Storia di una vergogna e di una riabilitazione un po’ tardiva".

Nel testo, spiegavano il lavoro che avevano portato avanti, aiutando le famiglie in quelle prime esumazioni dopo loa morte di Franco “Sentivamo nella carne viva il lungo silenzio della chiesa ( …) quegli uomini non erano cattivi, avevano dei nobili ideali repubblicani e furono ingiustamente assassinati (….)

 

Quanto dolore abbiamo palpato in queste famiglie perché hanno visto che la chiesa gerarchica spagnola appoggiava la Guerra Civile, si identificava con i sediziosi contro la Repubblica e non impedì questi morti..”.

 

Un breve commento.

L’articolo pone molti interrogativi a cui è necessario dare delle risposte: il più importante è perché la chiesa spagnola legittima il franquismo, e la curia romana avalla questo percorso? La chiesa cerca nuove spinte verso la modernità ma non abbandona l’appoggio dato alle dittature fasciste nel corso del secolo scorso, in Europa e in America Latina, compresa l’Argentina, da dove il pontefice proviene. In Spagna, la beatificazione di 522 martiri, vittime di chi contro la dittatura ha lottato, apre un dibattito acceso nell’opinione pubblica, che i giornali sono obbligati a registrare, dibattito che qui da noi non compare.

Perché non aprire questa pagina di storia?

Perché non fare luce?

Perché la chiesa non fa chiarezza su questa vicenda, e tace contando sul fatto che il tempo attenuerà le polemiche?

Perché non ha vergogna del ruolo svolto in quegli anni?