Fermiamo la recessione e chi la produce

E’ PROPRIO VERO CHE A PAGARE PER LA LORO CRISI DOBBIAMO ESSERE SEMPRE NOI?

Cagliari -

 

Nel biennio 2008-2009 il PIL è sceso del 6,3% provocando una caduta gravissima dell’occupazione pagata innanzitutto dai lavoratori “atipici”, dai precari, dalle donne precipitate in massa fra gli “inattivi”, mentre il reddito delle famiglie è sceso del 2,9% e il potere d’acquisto pro-capite risulta inferiore rispetto ai livelli del 2000.

Le condizioni di lavoro si sono ulteriormente aggravate. Manager (strapagati) e caporali (anch’essi lautamente retribuiti) si sono fatti più arroganti ed intrusivi.

Risulta sempre elevato il numero degli incidenti sul lavoro (unico primato detenuto dall’Italia fra i paesi maggiormente industrializzati) data l’impunità che viene, di fatto, garantita agli “imprenditori”.

E’ semplicemente FALSO che tutto ciò sia determinato inevitabilmente dalla congiuntura economica internazionale sfavorevole. E’ invece il risultato, in parte delle politiche liberiste nostrane che hanno depresso la domanda e mortificato la vera ricchezza del paese: il lavoro, alimentando il disagio sociale, ed in parte (grossa parte) di un sistema che tende ad accumulare la ricchezza sempre di più  nelle mani dei “soliti noti”, sottraendola alle larghe fasce popolari.

Sono le stesse politiche che sono alla base della manovra attuale che se non viene fermata produrrà effetti sociali ed economici devastanti.

 

A chi ci dice che la “macelleria sociale” (parole del governatore della Banca d’Italia) da attuarsi con questa manovra è necessaria, noi rispondiamo che no, i soldi ci sono e basta prenderli da dove ci sono: noi crediamo sia giusta una manovra che cancelli le inopportune e faraoniche grandi opere pubbliche, una adeguata tassazione delle rendite finanziarie e dei patrimoni oltre i tre milioni di euro, che diminuisca massicciamente le spese militari, che imponga la carbon tax, che sappia mettere all’asta le frequenze televisive liberate  dal passaggio al digitale terrestre. Solo con questi interventi si ricaverebbero le risorse per rilanciare lo stato sociale (diritto allo studio, istruzione, ricerca, assistenza agli anziani, ai disabili, ai non autosufficienti), il sostegno al lavoro, e agli ammortizzatori sociali, il recupero del fiscal drag, il reddito di cittadinanza, l’incentivo alle più urgenti opere infrastrutturali nel meridione d’Italia (in questi ultimi tempi sono stati drenati 30 miliardi di euro dal sud verso il nord).

Con una tale manovra non avrebbero nessuna ragion d’essere i tagli alle regioni, ai comuni, ai servizi necessari alla magistratura, alle università, alla ricerca, alla scuola, e tantomeno il congelamento di salari, stipendi e pensioni.

Non solo: a chi ci accusa di saper dire solo dei no pregiudiziali noi rispondiamo che così facendo si darebbe impulso all’economia  quella reale e non cartacea, e in più potrebbero essere accantonati ben 10 miliardi per la riduzione del debito pubblico.

Semplice, dunque. Perché non si fa? Perché non si vogliono toccare la ricchezza, la speculazione, il potere del comando e dei privilegi. Del resto i nostri governanti sono benestanti e hanno a cuore il loro mondo, la loro classe di appartenenza.

Non è vero, dunque, quel che afferma Draghi che i sacrifici per i lavoratori sono necessari, “che la macelleria sociale è inevitabile”.

 

A titolo di esempio:

1) dalla tassa 3x1000  sui patrimoni e dall’innalzamento delle imposte sulle rendite finanziarie al  23% si ricaverebbe una somma pari a circa 15miliardi di euro;

2) dalla messa all’asta delle frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre si ricaverebbero 4-5 miliardi di euro;

3) dal blocco dell’acquisto di 131 cacciabombardieri f-35 di 121 caccia eurofighter,  di cento elicotteri nh90 si sarebbero risparmiati 29  miliardi;

 

Ed infine, piccola ciliegina sulla torta, quanto si risparmierebbe se l’Italia non volesse esportare bombe e democrazia in Afghanistan?

A quanto ammonta il mancato introito di tasse tipo ICI e IVA che la Chiesa cattolica NON deve versare allo Stato Italiano?

Quanto è il contributo (INCOSTITUZIONALE) che lo stato italiano versa per il mantenimento delle scuole confessionali?

 

Per questi motivi:

 

SOSTENIAMO LO SCIOPERO DEL PUBBLICO IMPIEGO

 INDETTO DALLA RdB-USB IL 14 GIUGNO  

E IL SIT-IN DEI PRECARI DELLA SCUOLA IL 18 GIUGNO.

 

CI APPELLIAMO A TUTTI I CITTADINI

PERCHE’ RESISTANO CON LE FORME DI LOTTA PIU’ VARIE AD UNA MANOVRA RECESSIVA ED ANTIPOPOLARE.

 

 

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SCIOPERO 14 GIUGNO 2010

CAGLIARI   SIT-IN  ORE 9.30

VIALE BONARIA c/o SEDE RAI

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